Lo chef Enrico Cosentino è il nuovo magister di Civiltà Amalfitana

Il Capodanno Bizantino premia l’estro creativo nell'alta ristorazione Allo chef Enrico Cosentino, tra gli artefici del successo della cucina campana nel mondo, il titolo di «Magister di civiltà Amalfitana»
Al suo nome si lega indissolubilmente l’invenzione degli “Scialatielli”, l’unica pasta a mano del Sud Italia riprodotta nei cinque continenti.
Data:

20/08/2026

Chef Enrico Cosentino
© Web - Licenza sconosciuta

Descrizione

Si annuncia come un omaggio all’estro creativo nell'alta ristorazione la XXVI edizione del Capodanno Bizantino in programma tra Amalfi e Atrani dal 31 agosto al 2 settembre 2026. A ricevere quest’anno il titolo di «Magister di civiltà Amalfitana» sarà uno degli artefici del successo della cucina campana nel mondo: lo chef Enrico Cosentino, al cui nome si lega indissolubilmente l’invenzione degli “Scialatielli”, l’unica pasta a mano del Sud Italia oggi riprodotta nei cinque continenti.

Nativo di Amalfi, Cosentino ha il merito di aver fatto crescere la cucina italiana in ogni angolo del pianeta - da New York a Dubai - svolgendo nella sua ultracinquantennale carriera un importante ruolo di talent scout.

Negli ambienti, non solo gastronomici, il suo nome si annoda a quelle listarelle strette e rettangolari che caratterizzano uno dei formati di pasta a mano divenuto col tempo la grande novità a tavola del XX secolo al punto da diventare un vero e proprio must oltre che uno dei piatti immancabili nei menù di trattorie e ristoranti di mare. Oggi prodotti da ben 470 pastifici, soltanto in Italia, gli “Scialatielli” hanno appena tagliato il traguardo dei cinquant’anni confermandosi tra i prodotti che hanno fatto la storia della cucina campana al punto da essere annoverati tra i 457 Prodotti Agroalimentari Tradizionali campani.  

E così, vagliati i profili di personalità legate al territorio dell’antico Ducato da vincoli di appartenenza, frequentazione o studio della civiltà medievale amalfitana, la Commissione composta dai Sindaci di Amalfi e Atrani, Daniele Milano e Michele Siravo, dall’Assessora alla Cultura e agli Eventi del Comune di Amalfi, Enza Cobalto, dalla delegata alla Cultura del Comune di Atrani, Lucia Ferrigno, da Ermelinda Di Lieto, Giovanni Camelia e Giuseppe Cobalto per il Centro di Cultura e Storia Amalfitana, all'unanimità ha designato “Magister Civitatis AmalfieEnrico Cosentino, chef di successo oltre che insegnante per oltre un trentennio dell’Istituto Superiore Polispecialistico S.Paolo di Sorrento dove ha trasferito a migliaia di giovani metodi e conoscenze dell’arte culinaria. La sua nomina segue quella del medievista amalfitano Giuseppe Gargano, ideatore del Capodanno Bizantino, insignito della prestigiosa nomina nel 2025.

«Con il titolo di Magister di Civiltà Amalfitana a Enrico Cosentino celebriamo un figlio di Amalfi che è stato artefice del successo della cucina campana nel mondo. Ma soprattutto la storica tradizione gastronomica del Ducato di Amalfi che sin dal Medioevo ebbe nelle prodigiose cucine dei conventi i luoghi in cui nacquero intingoli e ricette che ancora oggi resistono alle insidie del tempo e delle nuove mode  - dice il Sindaco Daniele Milano - Con il riconoscimento allo chef Cosentino e al suo estro creativo per quella invenzione degli “Scialatielli” si intende gratificare l’intero segmento dell’alta ristorazione che ad Amalfi ha raggiunto importanti traguardi. Il settore della cucina di lusso si fonda infatti su innovazione, tradizione e grande ricercatezza distinguendosi per l'eccellenza assoluta delle materie prime, la tecnica impeccabile degli chef, la cura del servizio e l'offerta di un'esperienza sensoriale ed emozionale unica, spesso premiata da importanti riconoscimenti. Basti pensare che solo ad Amalfi sono ben quattro le cucine premiate dalla Michelin e una di queste, La Caravella, dove per la prima volta vennero serviti gli Scialatielli, è tra le più antiche stelle d’Italia».

Un scelta, quella di assegnare allo chef Enrico Cosentino il titolo di «Magister di civiltà Amalfitana», che si rifà alla grande tradizione gastronomica del Ducato di Amalfi che sin dal Medioevo aveva nei giganteschi e prodigiosi locali delle cucine dei conventi i luoghi di estro e creatività di clarisse e frati cucinieri. Tutti formati da enormi rastrelliere per le teglie e da cappe smisurate collocate a qualche metro dai fornelli i luoghi di culto della Costa d’Amalfi hanno “benedetto” la nascita di ricette storiche, tutte frutto della laboriosità e della capacità di sfruttare per intero le materie prime.

«Lo chef Cosentino è stato un autentico ambasciatore della cucina campana nel mondo ed ha conquistato stima, considerazione e rispetto non solo per il suo indiscusso estro creativo in cucina che unisce manualità, ricerca storica e conoscenza delle materie prime - aggiunge l’Assessora alla Cultura e agli Eventi, Enza Cobalto - La scelta è ricaduta sul suo profilo sia per la straordinaria carriera ma anche perché lo chef è espressione più autentica dei territori che un tempo ricadevano sotto il ducato di Amalfi. Originario della nostra Città, Cosentino vive tuttora a Sorrento dove per anni ha insegnato presso la scuola alberghiera. Una carriera di oltre cinquant’anni costellata di successi. Su tutti spicca l’invenzione degli “Scialatielli”: una delle storie più avvincenti ed entusiasmanti del nostro Paese a cui negli anni anche autorevoli format televisivi hanno dedicato la loro attenzione. Un’ideazione che chef Cosentino ha sempre eseguito con cura quasi sartoriale e che ebbe proprio ad Amalfi la sua consacrazione nel 1978. Oggi è l’unica pasta a mano del Sud Italia che viene riprodotta nel mondo».

Nati nella metà degli anni Settanta del secolo scorso gli “Scialatielli”, caratterizzati da listarelle corte, larghe e di sezione rettangolare irregolare perchè rigorosamente tagliate a coltello, vennero proposti da Cosentino per la prima volta nel 1976 in Calabria, a San Giovanni in Fiore, ma in una versione di terra. L’esplosione di questa pasta la si ebbe due anni più tardi al ristorante «La Caravella» di Amalfi dove lo chef, all’epoca 43enne, la ripropose sposandola con i frutti di mare. Fu la vera consacrazione per questo formato di pasta a mano il cui nome è dato da una crasi di due termini tipici del dialetto napoletano: “scialare” (godere) e “tiella” (padella).

Da allora, oltre a diventare il simbolo del trionfo della cucina campana, è stato il piatto più imitato e riproposto non solo in Costiera Amalfitana ma anche oltre i confini nazionali.

In cucina dal 1959, Cosentino, oltre a lavorare nella sua Amalfi, ha maturato importanti esperienze professionali in Italia (Roma e Milano) e all’estero dove si è formato in strutture di Francia, Svizzera e Stati Uniti. Executive chef dei ristoranti del Quisisana di Capri, Cosentino è stato insignito del titolo di Gran Maestro della Cucina Italiana oltre a essere nominato nell’ Euro-Toques. Maestro per almeno tre generazioni di cuochi della penisola sorrentina e della costiera amalfitana lo chef, che vive stabilmente a Sorrento dagli anni Ottanta, ha ottenuto numerosi riconoscimenti per la sua "invenzione". Primo tra tutti il premio «Entremetier» che lo chef amalfitano vinse nel 1978 ad un concorso di gastronomia quando governava la cucina de La Caravella sotto la guida di Franchino Dipino. Il riconoscimento fu assegnato proprio all'invenzione e alla presentazione del famosissimo formato di pasta fresca tipico della Costiera Amalfitana. Ma non è tutto perché gli “Scialatielli” hanno ottenuto anche il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tradizionale Italiano istituito dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Cosentino, che dal 2013 ha registrato la ricetta in tutta Europa con tanto di grammature, lunghezza del formato e nome, continua la sua attività di promozione e divulgazione del prodotto ideato cinquant’anni fa anche in concorsi interregionale dove protagonisti sono i giovani chef degli istituti alberghieri.

 

Tutti gli aggiornamenti relativi al Capodanno Bizantino 2026 saranno pubblicati sui siti e canali social del Comune di Amalfi e di Visit Amalfi.

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Ultimo aggiornamento

Ultimo aggiornamento: 20/08/2026 16:14

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